IL FENOMENO PRO ANA

I disturbi del comportamento alimentare sono in crescita, lo dimostrano i dati statistici e lo dimostra l'attenzione crescente che è posta sul problema sia da parte dei singoli cittadini che delle istituzioni.

I siti internet, i blog e i forum che si occupano della questione per voce di specialisti o di chi ne soffre e ne ha sofferto sono in costante ascesa, anche il Ministero della Salute ha promosso degli interveti in favore della lotta a questi disturbi far i quali, per esempio, l'appello al mondo della moda relativo al modello di femminilità proposto durante le sfilate.
A fronte di tutto questo è in crescita, in totale controtendenza, il fenomeno dei siti PRO ANA: blog e forum in cui soprattutto le ragazze parlano del loro rapporto con il cibo e con il corpo, descrivendolo non come un problema ma come una scelta di vita.

L'obiettivo del dimagrimento assoluto e del distacco dal cibo è esaltato. Qualsiasi cedimento è condannato come sintomo di debolezza e come tradimento verso la causa anoressica.

Anoressia

I forum, cioè gruppi di discussione on-line, favoriscono la creazione di comunità virtuali esclusive, nelle quali sono invitate ad entrare solo le persone che condividono i principi della Filosofia Pro ANA.

Il carattere privato dei forum e l'utilizzo del WEB, rendono difficile l'individuazione e il monitoraggio della loro diffusione e, inoltre, la velocità con la quale sono chiusi e ricreati rende inefficace ogni eventuale azione repressiva da parte degli organi preposti al controllo.

Il movimento Pro Ana nasce negli Stati Uniti fra il 1998 e il 1999 e approda in Europa negli anni immediatamente successivi, toccando prima l'Inghilterra, la Francia e la Spagna per poi giungere, nel 2003, anche in Italia.
Si calcola che oggi siano 11 milioni le donne, far i 12 e i 40, influenzate da questa filosofia.
Il pensiero Pro Ana è rinforzato dalla diffusione di materiale come i 10 comandamenti dell'Ana, i motivi per non mangiare, la teoria sul controllo e foto di modelle scheletriche contrapposte a quelle di persone in sovrappeso.

I blog e i forum dedicati all'argomento sembrano differenziarsi per le finalità alle quali aspirano. I blog privati sembrano essere espressione dell'onnipotenza del pensiero caratteristico delle patologie DCA; i forum presentano una maggiore componente di richiesta d'aiuto ed esprimono, seppur in modo distorto, un bisogno di relazione.

Uno dei rischi, seppure non ancora verificato né quantificato, è che tali siti Web possano concorrere ad incentivare le patologie bulimico/anoressiche già preesistenti e che possano contribuire a rendere abituale l'espressione del disagio attraverso il sintomo alimentare (che in altre circostanze potrebbe anche essere solo transitorio).

L'auspicabile maggiore attenzione da parte delle autorità verso questo fenomeno potrebbe condurre a due risvolti: da un lato si potrebbe correre il rischio di offrire una cassa di risonanza a forum e blog Pro Ana, con il rischio di accentuarne la diffusione; dall'altro, l'intervento potrebbe invece contribuire a spegnere la loro ascesa, in quanto si è osservato che, nel momento in cui le adepte dell'anoressia sono scoperte, le loro posizioni sulla questione anoressica iniziano a cambiare. Alcuni siti tentano di scrollarsi di dosso l'etichetta "Pro Ana" affermando di volere, al contrario, contribuire alla lotta al fenomeno; altre utenti protestano per l'etichetta di "malata" a loro attribuita e rivendicano il loro diritto a proclamare la propria filosofia di vita, inconsapevoli dei gravi rischi ai quali questa espone; altre ancora affermano di essersi iscritte per portare soccorso alle altre persone in difficoltà.

Il controllo del fenomeno si rende auspicabile per l'età delle fruitici dei blog e dei siti internet e per i motivi psicologici che le inducono alla ricerca di questi contatti.
Sembrerebbe plausibile ipotizzare, infatti, che il passa-parola che conduce all'iscrizione a questi gruppi di discussione sia alla base della ricerca di soddisfazione dei bisogni di accettazione e di socializzazione. L'affiliazione a questo tipo di blog  da un lato, sarebbe un tentativo di risposta a bisogni relazionali non appagati e, dall'altro, potrebbe essere letto come un evitamento delle relazioni, in quanto  la persona "anoressica", classicamente, cerca sempre di controllare il contatto vero e proprio con l'altro, che invece è per definizione spontaneo (se sincero). Siamo di fronte, quindi, alla ricerca di un contatto relazionale ad intensità ridotta.

In base alla letteratura sappiamo che è proprio la fascia adolescenziale di popolazione quella più a rischio sia per l'esordio di un DCA che per la ricerca di riconoscimenti e rapporti sociali ( e per l' adesione a filosofie devianti). In questo senso, il fenomeno Pro Anoressia appare operare anche come un paradossale sistema di self-help: "Nel gruppo (..) con il supporto di altri si può toccare più facilmente un pensiero doloroso: il gruppo, come un contenitore, accoglie e lavora offrendo con passione il suo contributo (..)" (De Clercq, 1995); da qui la necessità di ampliare gli spazi "sani" di discussione e confronto così che la richiesta di aiuto cessi di essere incanalata verso forme di contatto disfunzionali e dannose.

In Italia, l'unica ricerca approfondita su fenomeno Pro Ana è stata effettuata nel 2004 dal dott. Agostino Giovannini, in collaborazione con il Prof. Umberto Nizzoli dell' Az. Usl di Reggio Emilia.

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