EZIOLOGIA

EZIOLOGIA

Il nucleo patogenetico che caratterizza i DA (bassa autostima, depressione, sofferenza causata dalla mancata corrispondenza tra peso reale e peso ideale) è caratterizzato da un complesso insieme di fattori socio-culturali, individuali e familiari che rappresentano i fattori predisponesti, precipitanti e perpetuanti del DA.


Fattori Predisponenti

Individuali

  • Età (adolescenza, prima giovinezza)
  • Sesso (sono maggiormente a rischio le donne)
  • Cattivo rapporto con il cibo appreso fin dall’infanzia
  • Sovrappeso nell’infanzia
  • Pregresse esperienze di diete dimagranti
  • Caratteristiche di personalità (eccessiva tendenza al perfezionismo, bassa autostima, rigidità)
  • Rifiuto del corpo adulto e della sessualità
  • Cattivo rapporto con l’adulto di riferimento nell’infanzia
  • Distorsione della percezione della propria immagine corporea
  • Malattie croniche
  • Abusi

Familiari

  • Eccessiva attenzione alla cura dell’aspetto fisico e all’alimentazione
  • Insoddisfazione per il proprio aspetto fisico in uno dei genitori
  • Relazioni interne alla famiglia caratterizzate da un atteggiamento eccessivamente iper-critico e ossessivo
  • Richieste di prestazioni straordinarie a scuola, nel lavoro, nello sport
  • Eccessiva competitività
  • Esaltazione dei modelli socio-culturali di magrezza
  • Difficoltà nel processo di separazione-individuazione dalla famiglia (difficoltà nel conquistare i propri spazi e la propria indipendenza)
  • Scarsa assertività
  • Scarsa differenziazione dei ruoli familiari
  • Familiarità per soprappeso e obesità
  • Alcoolismo

 Sociali

  • Stigmatizzazione associata al soprappeso nel gruppo di pari
  • Mito della magrezza e del fitness diffuso dai mass-media
  • Palatabilità e manipolazione industriale degli alimenti
  • Bellezza associata al concetto di magrezza come strumento per raggiungere il successo

Fattori Precipitanti

  • Separazioni e perdite
  • Alterazioni dell’omeostasi familiare
  • Prime esperienze sessuali, traumi e abusi
  • Calo della stima in sé
  • Cambiamento puberale vissuto in modo traumatico (non si possono controllare i cambiamenti del corpo che cresce quindi si tenta di controllarlo almeno con l’alimentazione)
  • Malattia fisica acuta
  • Elevata competizione nel gruppo di pari
  • Stress
  • Richieste di performance eccessive nello sport

Fattori di Mantenimento

  • Guadagni secondari alla malattia (es. : il perpetuarsi della condizione di bisogno legato alla malattia consente di restare al centro dell’attenzione familiare o evita che si giunga ad una separazione)
  • Esitamento di situazioni interpersonali e sessuali vissute come ansiogene
  • Perdita di peso legata al digiuno che avvicina agli stereotipi culturali di bellezza
  • Effetti secondari del digiuno

ALTERAZIONE DELL’IMMAGINE CORPOREA

Il vissuto corporeo ha un’importanza fondamentale per la salute di tutta la persona. Tramite il copro noi conosciamo la realtà esterna, agiamo e incontriamo l’altro.
Gli stimoli esterni che colpiscono i nostri organi di senso sono definiti SENSAZIONI, quando le sensazioni sono unificate ed organizzate dal Sistema Nervoso Centrale si trasformano in PERCEZIONI.
L’insieme delle sensazioni che provengono dall’esterno e dall’interno del corpo, unificate, formano la COSCIENZA CORPOREA.
Uno dei problemi connessi ai disturbi del comportamento alimentare riguarda l’errata percezione del proprio corpo nelle sue forme e nelle sue dimensioni.
La percezione della nostra identità, di chi noi siamo e della posizione che occupiamo nel mondo dipende anche dall’immagine che abbiamo del nostro corpo cioè del modo in cui lo rappresentiamo mentalmente a noi stessi.
Per chiarire questo concetto è necessario operare una distinzione fra SCHEMA CORPOREO e IMMAGINE CORPOREA.


LO SCHEMA CORPOREO è la rappresentazione topografica e spaziale del corpo che  permette l’orientamento rispetto all’ambiente esterno.
E’ il modo in cui percepiamo di esistere come corpo.


L’IMMAGINE CORPOREA è la rappresentazione mentale che un individuo ha del suo  corpo, del modo in cui lo percepisce e del modo in cui è  percepito dagli altri.
E’ un’immagine tridimensionale costruita dal cervello sulla base delle sensazioni tattili, visive, uditive e cinestesiche provenienti dal corpo e sulla base di fattori psicologici e sociali esterni.


Schema e immagine corporea sono in continua reciproca comunicazione e si influenzano a vicenda.
Le alterazioni della percezione dello schema corporeo e dell’immagine corporea possono comportare difficoltà percettive, motorie e relazionali.
Di conseguenza si possono verificare alterazioni della coscienza corporea come la percezione della trasformazione e del cambiamento di volume, lunghezza e peso di alcune parti del proprio corpo.
Nel caso dei disturbi del comportamento alimentare queste modificazioni percettive si concentrano in particolare sulla zona dell’addome, dei fianchi e dei glutei. 
Questo permette di spiegare come mai chi soffre di un disturbo di tipo anoressico tenda a percepirsi sempre come troppo grasso anche se visibilmente sottopeso.
L’immagine del corpo è una produzione psicologica che nasce dal corpo, si confronta con esso, si costruisce sulla base dello schema corporeo, si arricchisce e si amplifica con il contributo della memoria, delle esperienze passate, degli affetti, delle sofferenze somato-psichiche e si completa con il confronto con i mondo interno inconscio e con i modelli culturali e sociali esterni.

“Ogni qual volta due persone si incontrano
ci sono, in realtà, sei persone presenti.
Per ogni uomo ce n’è uno per come egli stesso si crede,
uno per come lo vede l’altro
ed uno, infine, per come egli è realmente”


W. James, 1890

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